Altri miei contenuti
Questa sezione raccoglie una selezione di interventi esterni al mio lavoro giornalistico tradizionale: interviste radiofoniche, partecipazioni a podcast e la mia newsletter personale.
Una pluralità di formati che mi consente di approfondire — con linguaggi diversi — questioni centrali della politica estera, della comunicazione strategica e dell’attualità internazionale.
Ogni contenuto, seppur differente per stile e pubblico, risponde alla stessa esigenza: osservare con rigore e raccontare con chiarezza, senza cedere alla semplificazione.
Il mio libro
Governare il linguaggio: diplomazia, potere e comunicazione nell'età della performance (Amazon, 2026) è il primo volume del programma di ricerca sulla comunicazione politica sto portando avanti.
Il saggio analizza il rapporto tra linguaggio e potere nelle democrazie contemporanee, sostenendo che la comunicazione politica non si limiti a descrivere la realtà ma la produca: attraverso la selezione dei frame interpretativi, la gestione delle aspettative e la costruzione di narrazioni stabilizzanti, il soggetto politico interviene sul campo delle possibilità prima ancora che la decisione formale intervenga. Il volume introduce e sviluppa le categorie teoriche originali che strutturano il framework - governo della comunicazione, diplomazia performativa, adottabilità del frame, teoria dei giochi comunicativa - applicandole a casi empirici di comunicazione politica e diplomatica contemporanea.
ISBN 979-8183633375
L'Istituto Delphi
Note strategiche da un mondo in frantumi è una newsletter d’analisi dedicata alla geopolitica, alla comunicazione politica e alla cultura strategica del potere. Ogni puntata affronta un tema centrale – un conflitto, un leader, una crisi – con un approccio strutturato, rigoroso e non ideologico. Il tono è sobrio, competente, privo di slogan: non opinioni a caldo, ma strumenti critici per leggere un mondo complesso.
L’obiettivo è offrire una chiave di lettura autorevole e stratificata, dove strategia e messinscena si intrecciano, e la politica estera viene letta non solo come rapporto tra potenze, ma come produzione di immaginario. Le newsletter sono costruite come lunghi saggi, divisi per sezioni tematiche, con attenzione al linguaggio, alla struttura e alla profondità dell’analisi. Nessuna corsa alla notizia: solo letture lente e ragionate, rivolte a chi lavora nella comunicazione politica, nell’informazione, nella diplomazia o nella ricerca, e vuole restare fuori dal rumore.
Non è una newsletter per dire cosa pensare, ma per dare strumenti per pensare meglio.
La mia newsletter
Note strategiche da un mondo in frantumi è una newsletter d’analisi dedicata alla geopolitica, alla comunicazione politica e alla cultura strategica del potere. Ogni puntata affronta un tema centrale – un conflitto, un leader, una crisi – con un approccio strutturato, rigoroso e non ideologico. Il tono è sobrio, competente, privo di slogan: non opinioni a caldo, ma strumenti critici per leggere un mondo complesso.
L’obiettivo è offrire una chiave di lettura autorevole e stratificata, dove strategia e messinscena si intrecciano, e la politica estera viene letta non solo come rapporto tra potenze, ma come produzione di immaginario. Le newsletter sono costruite come lunghi saggi, divisi per sezioni tematiche, con attenzione al linguaggio, alla struttura e alla profondità dell’analisi. Nessuna corsa alla notizia: solo letture lente e ragionate, rivolte a chi lavora nella comunicazione politica, nell’informazione, nella diplomazia o nella ricerca, e vuole restare fuori dal rumore.
Non è una newsletter per dire cosa pensare, ma per dare strumenti per pensare meglio.
La mia partecipazione a Frame
Ospite di “Frame, il podcast”, ho dedicato il mio intervento a un approfondimento critico sulla diplomazia performativa, analizzandone natura, funzionamento e implicazioni geopolitiche. Abbiamo esplorato le differenze rispetto alla diplomazia classica – più riservata, procedurale, fondata su codici consolidati – mettendo in luce come oggi, sempre più spesso, i leader usino la scena pubblica, i gesti simbolici e la narrazione mediatica come strumenti centrali dell’azione diplomatica.
Attraverso esempi pratici, da Trump a Erdoğan, fino ai recenti casi di coreografie politiche in Medio Oriente e Asia, ho discusso i rischi e le opportunità di una diplomazia che funziona per rappresentazioni più che per trattati, e che parla direttamente al pubblico, bypassando le istituzioni.
Nella parte finale, ho analizzato il ruolo dell’Europa in questo nuovo contesto: una potenza normativa ma “erbivora”, spesso incapace di performare efficacemente sulla scena internazionale proprio perché priva di una drammaturgia di potere riconoscibile e competitiva. Un’Europa che parla il linguaggio della procedura in un mondo che ragiona per immaginari.
La mia partecipazione a Europa Futura
Ho avuto il piacere di fare una chiacchierata su Europa Futura, il podcast de L’Europeista con il direttore Piercamillo Falasca ed Emanuele Pinelli su quanto accaduto fra Israele ed Iran, sul coinvolgimento degli Stati Uniti, sulla situazione sul campo e, infine, il sonno europeo. Ho parlato, in particolare, dell’operazione Rising Lion e del ruolo dell’intelligence, nonché dell’importanza dello stretto di Hormuz.
La mia intervista a Radio Cusano Campus
Intervistato da Radio Cusano Campus, ho approfondito il concetto di “geopolitica della misericordia” che caratterizza il pontificato di Papa Francesco. A partire dal significato di questa espressione – che unisce principi morali e visione strategica – abbiamo esplorato le differenze profonde tra l’approccio alle relazioni internazionali di Benedetto XVI e quello di Francesco, ponendo particolare attenzione al passaggio da una diplomazia dell’identità a una diplomazia dell’empatia.
Durante l’intervista ho anche analizzato la strategia comunicativa del pontefice argentino, evidenziando come la misericordia, nel suo pontificato, non sia solo una categoria teologica ma uno strumento geopolitico, utile a ridefinire i rapporti di forza globali, a costruire ponti nei conflitti e a rafforzare l’influenza del Vaticano nel contesto multipolare contemporaneo.