Alcuni miei articoli

Una selezione di contributi pubblicati su alcune testate giornalistiche in cui affronto temi di politica estera, comunicazione strategica, dinamiche di potere e trasformazioni geopolitiche. Scritti con approccio analitico, attenzione per il contesto e rigore nella costruzione delle fonti, questi articoli riflettono il mio modo di raccontare il mondo: con chiarezza, complessità e senso della misura.

Alcuni miei articoli

La geopolitica delle migrazioni che l’UE non vuole capire

Il caso di Ceuta mostra come i flussi migratori possano essere generati, favoriti o bloccati per esercitare pressione sull’Europa. Tra asimmetrie economiche, giuridiche e politiche, il Marocco controlla il confine e trasforma la vulnerabilità europea in una leva negoziale. Senza accordi vincolanti, regole adeguate e una risposta comune, l’UE continuerà a subire il ricatto.


Ceuta, 30 luglio 2026. Oltre 70.000 persone attraversano il confine tra il Marocco e l’enclave spagnola in meno di ventiq...

In Iran si combatte una guerra per il mare, non per il nucleare

La crisi nello Stretto di Hormuz mostra che il cuore dello scontro tra Stati Uniti e Iran non è più soltanto il nucleare, ma il controllo delle rotte marittime. Per Washington è in gioco la credibilità della propria egemonia navale; per Teheran, la possibilità di trasformare Hormuz in una leva permanente di potere.


Nella notte tra il 7 e l’8 luglio 2026, il CENTCOM ha colpito oltre ottanta obiettivi in Iran con munizioni di precisione. Una risposta immediata agli attacchi delle Guardie Rivolu...

Una legge per non parlare della Cina

Dal 1° luglio 2026 è in vigore la Legge cinese sulla Promozione dell’Unità e del Progresso Etnico. L’articolo 63 stabilisce che chiunque, ovunque nel mondo, può essere ritenuto legalmente responsabile per atti che “minano l’unità etnica” della Repubblica Popolare. Nessun requisito di cittadinanza, nessun requisito di presenza nel territorio cinese. L’Occidente ha risposto con indignazione. È la risposta sbagliata, non perché sia infondata, ma perché non serve a capire cosa sta accadendo.
Questa...

LA POSTURA DIPLOMATICA E COMUNICATIVA CINESE NEL CONFLITTO USA-IRAN - C.A.S.I. - Centro Analisi e Studi Italus

Nel vocabolario della comunicazione strategica, la forma più sofisticata di influenza non è quella che si impone con la forza della propria presenza, ma quella che si costruisce nell’ombra dell’assenza altrui. Il conflitto USA-Iran del 2026 ne offre un caso di studio quasi paradigmatico. Mentre Washington sosteneva costi politici e reputazionali elevati in un conflitto ad alto costo comunicativo, Pechino costruiva una postura di vantaggio strutturale senza esporsi direttamente. Due domande guida...

I fragili 60 giorni di Trump - Nazione Futura Rivista

Il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran, firmato digitalmente in attesa della cerimonia di Ginevra del 19 giugno, ha aperto sessanta giorni di negoziati sul nucleare iraniano. Sulla carta è una finestra diplomatica. Nella realtà degli equilibri di potere che l’hanno prodotta, è una trappola con più lati, ciascuno capace di far saltare il tavolo prima ancora che i negoziati entrino nel vivo. Per comprendere perché, bisogna partire non dall’accordo ma da ciò che lo ha preceduto: una guerra a...

2 giugno 1946, la lunga strada verso la Repubblica

Il volto della Repubblica italiana non appartiene ad Alcide De Gasperi o a Palmiro Togliatti. Non è quello di un costituente, di un ministro o di un leader politico. Il volto della Repubblica è quello di una ragazza di ventiquattro anni che sorride dietro una copia del Corriere della Sera. Si chiamava Anna Iberti e per decenni nessuno seppe chi fosse.


La fotografia scattata da Federico Patellani è diventata una delle immagini più celebri della storia italiana del Novecento. In quello scatto u...

Governare la comunicazione: Meloni, Trump e l’evoluzione del linguaggio - L'Europeista

Per lungo tempo, la comunicazione politica è stata trattata come una funzione ancillare del governo: uno strumento di spiegazione, giustificazione e, nei casi più sofisticati, di persuasione. Questa impostazione presupponeva una sequenza lineare: decisione → comunicazione → consenso.


Oggi quella sequenza è saltata. In una fase di competizione sistemica permanente, la comunicazione non segue più l’atto politico, ma lo precede, lo condiziona e talvolta lo sostituisce.


Il linguaggio non serv...

La postura del Dragone: la Cina tra Iran, Golfo e Stati Uniti

La Cina si muove nella crisi tra Stati Uniti e Iran seguendo una logica propria: non impone, non si ritrae, non sceglie tra Teheran e il Golfo. Costruisce reti di interdipendenza, esercita pressioni silenziose, opera attraverso canali indiretti come il Pakistan. Hormuz è una vulnerabilità strutturale che Pechino non può eliminare ma sa gestire. La sua forza sta nell’accumulazione, non nella visibilità.

Durante la sua recente visita a Pechino, Pedro Sánchez ha dichiarato che “la Cina è dalla p...

Hamas e la rivoluzione comunicativa del terrorismo - L'Europeista

Dalla propaganda apocalittica dei primi anni 2000 alla sofisticazione comunicativa dell’era digitale, il terrorismo ha sempre investito nella narrazione. Ma è con Hamas che si è consumata una cesura strategica profonda: il superamento del paradigma comunicativo di Al-Qaeda, in favore di una grammatica narrativa più fluida, mimetica e adattiva.


Mentre Al-Qaeda puntava su una comunicazione verticale, rigida, modellata su un impianto ideologico-religioso impermeabile ai codici dell’Occidente, Ha...