<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><channel><title>Donatello D'Andrea</title><link>https://www.donatellodandrea.com</link><description>RSS Feed for Donatello D'Andrea</description><atom:link rel="self" href="http://www.donatellodandrea.com/rss.xml"></atom:link><language>en</language><lastBuildDate>Fri, 28 Aug 2026 00:00:00 +0100</lastBuildDate><item><title>https://www.nazionefuturarivista.it/2026/06/25/i-fragili-60-giorni-di-trump/?fbclid=IwY2xjawT-RQpwZG9mAWV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR502niD1ngeINLrNeb9zp6OG-5SznsfYoke7Yucl_</title><link>https://www.nazionefuturarivista.it/2026/06/25/i-fragili-60-giorni-di-trump/?fbclid=IwY2xjawT-RQpwZG9mAWV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR502niD1ngeINLrNeb9zp6OG-5SznsfYoke7Yucl_oybf-AXmLPHMp_1CtzTw_aem_Bt6QycwLKk-hq3l7S9WJDQ</link><description></description><pubDate>Fri, 28 Aug 2026 00:00:00 +0100</pubDate><guid>https://www.nazionefuturarivista.it/2026/06/25/i-fragili-60-giorni-di-trump/?fbclid=IwY2xjawT-RQpwZG9mAWV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR502niD1ngeINLrNeb9zp6OG-5SznsfYoke7Yucl_oybf-AXmLPHMp_1CtzTw_aem_Bt6QycwLKk-hq3l7S9WJDQ</guid></item><item><title>La geopolitica delle migrazioni che l’UE non vuole capire</title><link>https://www.inoltrenews.it/la-geopolitica-delle-migrazioni-che-lue-non-vuole-capire/</link><description>Il caso di Ceuta mostra come i flussi migratori possano essere generati, favoriti o bloccati per esercitare pressione sull’Europa. Tra asimmetrie economiche, giuridiche e politiche, il Marocco controlla il confine e trasforma la vulnerabilità europea in una leva negoziale. Senza accordi vincolanti, regole adeguate e una risposta comune, l’UE continuerà a subire il ricatto.



Ceuta, 30 luglio 2026. Oltre 70.000 persone attraversano il confine tra il Marocco e l’enclave spagnola in meno di ventiq...</description><pubDate>Thu, 20 Aug 2026 00:00:00 +0100</pubDate><guid>https://www.inoltrenews.it/la-geopolitica-delle-migrazioni-che-lue-non-vuole-capire/</guid></item><item><title>In Iran si combatte una guerra per il mare, non per il nucleare</title><link>https://www.inoltrenews.it/in-iran-si-combatte-una-guerra-per-il-mare-non-per-il-nucleare/</link><description>La crisi nello Stretto di Hormuz mostra che il cuore dello scontro tra Stati Uniti e Iran non è più soltanto il nucleare, ma il controllo delle rotte marittime. Per Washington è in gioco la credibilità della propria egemonia navale; per Teheran, la possibilità di trasformare Hormuz in una leva permanente di potere.



Nella notte tra il 7 e l’8 luglio 2026, il CENTCOM ha colpito oltre ottanta obiettivi in Iran con munizioni di precisione. Una risposta immediata agli attacchi delle Guardie Rivolu...</description><pubDate>Fri, 10 Jul 2026 00:00:00 +0100</pubDate><guid>https://www.inoltrenews.it/in-iran-si-combatte-una-guerra-per-il-mare-non-per-il-nucleare/</guid></item><item><title>In Iran si combatte una guerra per il mare non per il nucleare</title><link>https://www.donatellodandrea.com/articles/in-iran-si-combatte-una-guerra-per-il-mare-non-per-il-nucleare/</link><description></description><pubDate>Fri, 10 Jul 2026 00:00:00 +0100</pubDate><guid>https://www.donatellodandrea.com/articles/in-iran-si-combatte-una-guerra-per-il-mare-non-per-il-nucleare/</guid></item><item><title>Una legge per non parlare della Cina</title><link>https://www.ilriformista.it/una-legge-per-non-parlare-della-cina-520287/?fbclid=IwY2xjawT-ROxwZG9mAWV4dG4DYWVtAjEwAGJyaWQRMXlySDFRUENjRXFTOEJZVXpzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeX8P5BlrTUEzHOGiJsVuvOY87baP38RWr3KMAi9sV9S_uWGd-QQaXNKk9M0o_aem_hD-S-aeDInsiG7Z36LgS0g</link><description>Dal 1° luglio 2026 è in vigore la Legge cinese sulla Promozione dell’Unità e del Progresso Etnico. L’articolo 63 stabilisce che chiunque, ovunque nel mondo, può essere ritenuto legalmente responsabile per atti che “minano l’unità etnica” della Repubblica Popolare. Nessun requisito di cittadinanza, nessun requisito di presenza nel territorio cinese. L’Occidente ha risposto con indignazione. È la risposta sbagliata, non perché sia infondata, ma perché non serve a capire cosa sta accadendo.
Questa...</description><pubDate>Wed, 01 Jul 2026 00:00:00 +0100</pubDate><guid>https://www.ilriformista.it/una-legge-per-non-parlare-della-cina-520287/?fbclid=IwY2xjawT-ROxwZG9mAWV4dG4DYWVtAjEwAGJyaWQRMXlySDFRUENjRXFTOEJZVXpzcnRjBmFwcF9pZBAyMjIwMzkxNzg4MjAwODkyAAEeX8P5BlrTUEzHOGiJsVuvOY87baP38RWr3KMAi9sV9S_uWGd-QQaXNKk9M0o_aem_hD-S-aeDInsiG7Z36LgS0g</guid></item><item><title>LA POSTURA DIPLOMATICA E COMUNICATIVA CINESE NEL CONFLITTO USA-IRAN - C.A.S.I. - Centro Analisi e Studi Italus</title><link>https://centrostudicasi.com/la-postura-diplomatica-e-comunicativa-cinese-nel-conflitto-usa-iran</link><description>Nel vocabolario della comunicazione strategica, la forma più sofisticata di influenza non è quella che si impone con la forza della propria presenza, ma quella che si costruisce nell’ombra dell’assenza altrui. Il conflitto USA-Iran del 2026 ne offre un caso di studio quasi paradigmatico. Mentre Washington sosteneva costi politici e reputazionali elevati in un conflitto ad alto costo comunicativo, Pechino costruiva una postura di vantaggio strutturale senza esporsi direttamente. Due domande guida...</description><pubDate>Thu, 25 Jun 2026 00:00:00 +0100</pubDate><guid>https://centrostudicasi.com/la-postura-diplomatica-e-comunicativa-cinese-nel-conflitto-usa-iran</guid></item><item><title>I fragili 60 giorni di Trump - Nazione Futura Rivista</title><link>https://www.nazionefuturarivista.it/2026/06/25/i-fragili-60-giorni-di-trump</link><description>Il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran, firmato digitalmente in attesa della cerimonia di Ginevra del 19 giugno, ha aperto sessanta giorni di negoziati sul nucleare iraniano. Sulla carta è una finestra diplomatica. Nella realtà degli equilibri di potere che l’hanno prodotta, è una trappola con più lati, ciascuno capace di far saltare il tavolo prima ancora che i negoziati entrino nel vivo. Per comprendere perché, bisogna partire non dall’accordo ma da ciò che lo ha preceduto: una guerra a...</description><pubDate>Thu, 25 Jun 2026 00:00:00 +0100</pubDate><guid>https://www.nazionefuturarivista.it/2026/06/25/i-fragili-60-giorni-di-trump</guid></item><item><title>2 giugno 1946, la lunga strada verso la Repubblica</title><link>https://www.liberopensiero.eu/02/06/2026/politica/2-giugno-1946-la-lunga-strada-verso-la-repubblica/</link><description>Il volto della Repubblica italiana non appartiene ad Alcide De Gasperi o a Palmiro Togliatti. Non è quello di un costituente, di un ministro o di un leader politico. Il volto della Repubblica è quello di una ragazza di ventiquattro anni che sorride dietro una copia del Corriere della Sera. Si chiamava Anna Iberti e per decenni nessuno seppe chi fosse.



La fotografia scattata da Federico Patellani è diventata una delle immagini più celebri della storia italiana del Novecento. In quello scatto u...</description><pubDate>Tue, 02 Jun 2026 00:00:00 +0100</pubDate><guid>https://www.liberopensiero.eu/02/06/2026/politica/2-giugno-1946-la-lunga-strada-verso-la-repubblica/</guid></item><item><title>La postura del Dragone: la Cina tra Iran, Golfo e Stati Uniti</title><link>https://www.inoltrenews.it/la-postura-del-dragone-la-cina-tra-iran-golfo-e-stati-uniti/</link><description>La Cina si muove nella crisi tra Stati Uniti e Iran seguendo una logica propria: non impone, non si ritrae, non sceglie tra Teheran e il Golfo. Costruisce reti di interdipendenza, esercita pressioni silenziose, opera attraverso canali indiretti come il Pakistan. Hormuz è una vulnerabilità strutturale che Pechino non può eliminare ma sa gestire. La sua forza sta nell’accumulazione, non nella visibilità.

Durante la sua recente visita a Pechino, Pedro Sánchez ha dichiarato che “la Cina è dalla p...</description><pubDate>Sun, 19 Apr 2026 00:00:00 +0100</pubDate><guid>https://www.inoltrenews.it/la-postura-del-dragone-la-cina-tra-iran-golfo-e-stati-uniti/</guid></item><item><title>Governare la comunicazione: Meloni, Trump e l’evoluzione del linguaggio - L'Europeista</title><link>https://www.leuropeista.it/governare-comunicazione-meloni-trump-evoluzione-linguaggio/</link><description>Per lungo tempo, la comunicazione politica è stata trattata come una funzione ancillare del governo: uno strumento di spiegazione, giustificazione e, nei casi più sofisticati, di persuasione. Questa impostazione presupponeva una sequenza lineare: decisione → comunicazione → consenso. 



Oggi quella sequenza è saltata. In una fase di competizione sistemica permanente, la comunicazione non segue più l’atto politico, ma lo precede, lo condiziona e talvolta lo sostituisce.



Il linguaggio non serv...</description><pubDate>Tue, 20 Jan 2026 00:00:00 +0000</pubDate><guid>https://www.leuropeista.it/governare-comunicazione-meloni-trump-evoluzione-linguaggio/</guid></item><item><title>Hamas e la rivoluzione comunicativa del terrorismo - L'Europeista</title><link>https://www.leuropeista.it/hamas-comunicazione-terrorismo/?fbclid=IwY2xjawNgRUZleHRuA2FlbQIxMQABHvCelLGdd-eUO-1ftKzOEExnUyNSp5Oko0Ikmml3C_n82AQ9mATrE2lPwegO_aem_yBJ5cDl0thk08s3MRCnAqA</link><description>Dalla propaganda apocalittica dei primi anni 2000 alla sofisticazione comunicativa dell’era digitale, il terrorismo ha sempre investito nella narrazione. Ma è con Hamas che si è consumata una cesura strategica profonda: il superamento del paradigma comunicativo di Al-Qaeda, in favore di una grammatica narrativa più fluida, mimetica e adattiva.



Mentre Al-Qaeda puntava su una comunicazione verticale, rigida, modellata su un impianto ideologico-religioso impermeabile ai codici dell’Occidente, Ha...</description><pubDate>Thu, 16 Oct 2025 00:00:00 +0100</pubDate><guid>https://www.leuropeista.it/hamas-comunicazione-terrorismo/?fbclid=IwY2xjawNgRUZleHRuA2FlbQIxMQABHvCelLGdd-eUO-1ftKzOEExnUyNSp5Oko0Ikmml3C_n82AQ9mATrE2lPwegO_aem_yBJ5cDl0thk08s3MRCnAqA</guid></item><item><title>L'Occidente e la narrazione penitenziale della propria storia</title><link>https://inoltreblog.com/loccidente-e-la-narrazione-penitenziale-della-propria-storia/</link><description>Il mestiere dello storico non è quello di giudicare. Lo scriveva con lucidità Marc Bloch nell’“Apologia della storia”.



Un secolo dopo, l’Occidente sembra aver dimenticato questo principio. O meglio: l’ha sostituito con una forma di autocoscienza morale che spesso si avvicina alla fustigazione storica. Lungi dal rappresentare un processo di maturazione, questo atteggiamento finisce per appannare la comprensione storica degli eventi, rendendola funzionale a un giudizio etico-politico retroattiv...</description><pubDate>Wed, 15 Oct 2025 00:00:00 +0100</pubDate><guid>https://inoltreblog.com/loccidente-e-la-narrazione-penitenziale-della-propria-storia/</guid></item><item><title>L'Occidente e la narrazione penitenziale della propria storia</title><link>https://inoltreblog.com/loccidente-e-la-narrazione-penitenziale-della-propria-storia/</link><description>Il mestiere dello storico non è quello di giudicare. Lo scriveva con lucidità Marc Bloch nell’“Apologia della storia”.



Un secolo dopo, l’Occidente sembra aver dimenticato questo principio. O meglio: l’ha sostituito con una forma di autocoscienza morale che spesso si avvicina alla fustigazione storica. Lungi dal rappresentare un processo di maturazione, questo atteggiamento finisce per appannare la comprensione storica degli eventi, rendendola funzionale a un giudizio etico-politico retroattiv...</description><pubDate>Wed, 15 Oct 2025 00:00:00 +0100</pubDate><guid>https://inoltreblog.com/loccidente-e-la-narrazione-penitenziale-della-propria-storia/</guid></item><item><title>La guerra ibrida di Putin: con la Nato si gioca “di nervi” - L'Europeista</title><link>https://www.leuropeista.it/guerra-ibrida-putin-nato-europa/?fbclid=IwY2xjawNgRY5leHRuA2FlbQIxMQABHtqRXkvLAED9e9KRBgpeSKx_9gRPUgQudhVtKEgGX2H26lUyswzPn8iY4q-v_aem_t7_Xt1sfMy910yLvLCPkhQ</link><description>Nel cuore di un’Europa sempre più polarizzata tra le illusioni di normalizzazione e le scosse di una guerra permanente, la Russia di Vladimir Putin continua a muoversi su un fronte invisibile ma tangibile: quello della guerra ibrida a bassa intensità.I recenti sconfinamenti aerei nello spazio baltico e le incursioni con droni oltre il confine polacco sono solo le manifestazioni superficiali di una strategia più profonda. Non siamo di fronte a provocazioni isolate, ma a stress test sistemici sul...</description><pubDate>Sat, 20 Sep 2025 00:00:00 +0100</pubDate><guid>https://www.leuropeista.it/guerra-ibrida-putin-nato-europa/?fbclid=IwY2xjawNgRY5leHRuA2FlbQIxMQABHtqRXkvLAED9e9KRBgpeSKx_9gRPUgQudhVtKEgGX2H26lUyswzPn8iY4q-v_aem_t7_Xt1sfMy910yLvLCPkhQ</guid></item><item><title>Israele, Gaza e la retorica del disastro</title><link>https://medium.com/@donatellodandrea/israele-gaza-e-la-retorica-del-disastro-7f5f4af81616</link><description>Prendere posizione, oggi, significa spesso scegliere tra urla opposte, slogan svuotati e giudizi lampo. Ma su Gaza, sulla responsabilità del governo Netanyahu, e sull’uso di termini pesanti e giuridici, serve qualcosa di diverso: uno sguardo lucido, non gridato, capace di tenere insieme la condanna e l’analisi, la giustizia e la complessità.
In questo articolo, ho cercato di spiegare perché non serva gonfiare le parole per riconoscere la tragedia in corso, e perché proprio l’abuso del linguaggio giuridico rischia di minare la credibilità del diritto stesso. Netanyahu non difende più Israele: oggi lo mette in pericolo.
Nel frattempo, in Europa, c’è chi usa questo conflitto per distrarre dai propri fallimenti interni. È il caso di Pedro Sánchez, che ha scelto di spostare il dibattito dalle inchieste giudiziarie alla retorica atomica. Ma la politica non può giocarsi sulla pelle degli altri.</description><pubDate>Tue, 16 Sep 2025 00:00:00 +0100</pubDate><guid>https://medium.com/@donatellodandrea/israele-gaza-e-la-retorica-del-disastro-7f5f4af81616</guid></item><item><title>La Francia in crisi: Bayrou cade, Macron trema</title><link>https://www.liberopensiero.eu/10/09/2025/esteri/la-francia-in-crisi-bayrou-cade-macron-trema/</link><description>La crisi che ha travolto François Bayrou e il suo governo di minoranza non è soltanto l’ennesimo inciampo parlamentare: è il segnale di una Francia sospesa sull’orlo del collasso istituzionale, economico e politico. Emmanuel Macron, sempre più isolato, si trova ora stretto tra un debito pubblico fuori controllo, l’erosione del consenso sociale e la pressione crescente di un’opposizione che va dall’estrema destra lepenista alla gauche di Mélenchon. La Quinta Repubblica, nata per garantire stabilità, si scopre fragile come non mai, mentre il Paese si interroga sul proprio futuro e sull’effettiva capacità dell’Eliseo di governare fino al 2027.</description><pubDate>Wed, 10 Sep 2025 00:00:00 +0100</pubDate><guid>https://www.liberopensiero.eu/10/09/2025/esteri/la-francia-in-crisi-bayrou-cade-macron-trema/</guid></item><item><title>Erdogan, Gaza e la morale che non esiste</title><link>https://www.leuropeista.it/erdogan-gaza-morale-non-esiste/?</link><description>La decisione di Ankara di chiudere i commerci e lo spazio aereo con Israele non nasce da Gaza e non è nemmeno veritiera, in quanto si tratta di provvedimenti annunciati da quasi due anni e che non sono mai stati realmente eseguiti.
Erdogan brandisce il linguaggio morale, ma il suo vero obiettivo è altrove: Siria e Medio Oriente.
Dietro le parole roboanti sul “genocidio” ci sono interessi di potere, rivalità sistemiche con Israele e il tentativo di accreditarsi come protagonista della regione.
Gaza è il pretesto, la luna è la Siria, con le Alture del Golan e il nuovo equilibrio mediorientale.
Ho analizzato i fatti, smascherando la retorica e mostrando i motivi strategici reali dietro la mossa (propagandistica) di Erdogan.</description><pubDate>Mon, 01 Sep 2025 00:00:00 +0100</pubDate><guid>https://www.leuropeista.it/erdogan-gaza-morale-non-esiste/?</guid></item><item><title>Perché il riconoscimento incondizionato della Palestina è un boomerang per pace e sicurezza</title><link>https://www.leuropeista.it/riconoscimento-palestina-boomerang-pace/?</link><description>C’è una verità che pochi hanno il coraggio di dire: il riconoscimento della Palestina, oggi, è diventato un grande spettacolo mediatico, una liturgia laica dove i governi occidentali si lavano la coscienza a colpi di dichiarazioni simboliche, senza affrontare davvero la complessità politica e giuridica del conflitto.
Tutti invocano il diritto internazionale e la “soluzione dei due Stati”, ma quasi nessuno ricorda che riconoscere uno Stato non è un premio di consolazione da offrire quando la piazza lo chiede o quando la pressione sociale si fa sentire. È una scelta che, se fatta senza condizioni e senza garanzie concrete di sicurezza per Israele e per la stessa Palestina, rischia solo di alimentare illusioni, radicalizzare gli estremismi, bloccare ogni soluzione reale.
La politica internazionale non si fa con le emozioni e il tifo da stadio. La si fa con regole, realismo e responsabilità. E il riconoscimento “tout court”, senza basi, è solo un’altra scorciatoia che ci farà perdere altro tempo – e, forse, altra credibilità.
E in questo teatrino, i venditori di fumo proliferano: c’è chi sfrutta la propria posizione per distorcere la storia, manipolare il diritto internazionale, reinventare la realtà a uso e consumo delle emozioni del giorno. Giocano con la retorica più facile, illudendo il pubblico che basti una firma o una dichiarazione per risolvere conflitti che nessuno ha mai avuto il coraggio di guardare in faccia davvero.</description><pubDate>Fri, 08 Aug 2025 00:00:00 +0100</pubDate><guid>https://www.leuropeista.it/riconoscimento-palestina-boomerang-pace/?</guid></item><item><title>Israele vs Iran. La ridefinizione dell’equilibrio mediorientale e la nuova geopolitica del contenimento</title><link>https://www.leuropeista.it/israele-iran-nuova-geopolitica-del-contenimento/?</link><description>Tra il 12 e il 13 giugno, qualcosa si è rotto — non solo in Iran, ma negli equilibri della deterrenza mediorientale. L’operazione israeliana “Rising Lion” non è stata solo un attacco militare: è stata un colpo chirurgico all’architettura simbolica e strategica del regime iraniano.
L’Iran, dal canto suo, ha risposto con l’operazione “True Promise III” e un lancio confuso di missili balistici su obiettivi civili israeliani. Flusso che, fino ad ora, è andato diminuendo - forse anche a causa della scarsa disponibilità di moderni lanciatori, ma quest’ultima resta un’ipotesi.
Dall’operazione del Mossad alla storica incapacità di Teheran di difendere i propri vertici militari e scientifici, nel mio ultimo articolo per L’Europeista, ho provato a raccontare cosa sta succedendo a livello militare, politico e soprattutto narrativo, andando oltre la cronaca.</description><pubDate>Mon, 16 Jun 2025 00:00:00 +0100</pubDate><guid>https://www.leuropeista.it/israele-iran-nuova-geopolitica-del-contenimento/?</guid></item><item><title>Evoluzioni belliche contemporanee: il conflitto ucraino nel 2025</title><link>https://www.leuropeista.it/evoluzioni-belliche-ucraina-2025/?</link><description>Tre anni dopo l'invasione russa, la guerra in Ucraina si è trasformata in un conflitto di logoramento su più livelli: operativo, informativo, simbolico e narrativo.
Lo scenario geopolitico è nuovamente cambiato, con il ritorno di Trump che influenza il supporto a Kyiv da parte di tutto l’Occidente.
Entrambe le parti hanno adattato le proprie strategie: l'Ucraina con colpi mirati e messaggi simbolici, la Russia con un approccio più brutale e novecentesco, il quale è fortemente influenzato dal contesto interno. La gestione della narrazione è ormai cruciale.
La guerra è un laboratorio strategico che impone un ripensamento di ogni tipo di strategia. Soprattutto quella comunicativa.</description><pubDate>Wed, 11 Jun 2025 00:00:00 +0100</pubDate><guid>https://www.leuropeista.it/evoluzioni-belliche-ucraina-2025/?</guid></item></channel></rss>